Vivi Lamezia

La città di Lamezia Terme è nata nel 1968 dall’unione dei tre comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia. Il nome Lamezia deriva dal più antico insediamento del territorio, di età protostorica, e Terme richiama la presenza di acque termali sulfuree che alimentano la stazione termale “Caronte”.

La sua strategica posizione geografica, al centro della regione, ne fa il più importante nodo ferroviario della Calabria e la sede di un moderno aeroporto internazionale.

Posta al centro della piana lametina, vasta area di fiorente agricoltura, a pochi chilometri dal golfo di Sant’ Eufemia e circondata da colline, la città offre un facile raggiungimento sia di stazioni balneari sul mar Tirreno e sul mar Ionio, sia di splendide località montane, situate sulle pendici del Massiccio del Reventino, ricco di boschi di castagni e faggi.

Castello Normanno Svevo

Arroccato sulla sommità del più antico rione di Nicastro, San Teodoro, il castello domina dall’alto l’intera piana fino al mare.

Costruito dai Normanni alla fine del XI secolo, fu modificato e ampliato da Federico II di Svevia, che vi rinchiuse per un certo periodo il figlio ribelle Enrico VII.

Al periodo svevo infatti si fa risalire una nuova cinta muraria, la torre esagonale e, sul lato sud-est, un passaggio segreto che permetteva la fuga nel caso di necessità. Il rinnovamento inoltre investì anche l’interno con la realizzazione di una sontuosa ala residenziale su due piani.

Altre modifiche vennero successivamente eseguite sotto il dominio angioino ed aragonese.

Numerosi reperti, per lo più di materiale ceramico, ritrovati nelle campagne di scavo, sono conservati all’interno del Museo Archeologico Lametino.

Museo Archeologico lametino

È ubicato al primo piano del Complesso Monumentale di San Domenico nell’antico convento dei Padri domenicani.

Il museo, che accoglie numerosi reperti rinvenuti in diversi siti della piana lametina, è organizzato in tre sezioni: Preistorica, Classica e Medioevale. Il percorso presenta importantissimi reperti archeologici tra cui spiccano tre tesoretti monetali della città magnogreca di Terina, elementi architettonici in marmo e in pietra provenienti dall’Abbazia benedettina di S. Eufemia e vari reperti rinvenuti nel Castello Normanno Svevo.

Chiesa e Convento di San Domenico.

La Chiesa, completata nel 1521, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1638 e sottoposta a numerosi interventi di restauro fino al 1781, quando fu intitolata a San Domenico di Guzmàn.

Sul lato sinistro della chiesa sorge il Convento dei domenicani, realizzato tra il 1506 e il 1521, che ospitò il giovanissimo Tommaso Campanella che nella cospicua biblioteca dei frati approfondì i suoi studi di teologia e filosofia.

Recentemente restaurato, costituisce il polo principale delle attività culturali cittadine ospitando eventi di rilevanza nazionale quali Comix.

Palazzo Nicotera – Severisio e Casa del Libro Antico

Risalente alla metà del XVIII secolo, è ubicato in posizione d’angolo rispetto a Piazza Mercato Vecchio, luogo deputato sin dall’epoca medievale all’attività commerciale e sede originaria delle mense ponderare, ora custodite nel Museo archeologico. Le sue sale e il cortile accolgono spesso eventi musicali e culturali tra cui Trame, Festival nazionale dei libri sulle mafie.

Un’ala dell’edificio è occupata dalla Biblioteca comunale e dalla Casa del Libro antico, che ne costituisce la sezione storica. Quest’ultima custodisce frammenti di codici manoscritti greci e latini e volumi manoscritti che vanno dal XVI al XIX secolo. Fiore all’occhiello della collezione sono i testi con annotazioni a margine scritte di proprio pugno da Tommaso Campanella.

Cattedrale di San Pietro e Paolo.

Fu eretta ex novo tra il 1640 e il 1642, essendo andata totalmente distrutta nel terremoto del 1638 quella fatta costruire nel 1100 dalla principessa normanna Eremburga, nipote di Roberto il Guiscardo, forse sulle rovine di un’antica chiesa bizantina. Oggetto nel corso dei secoli successivi di numerosi interventi, la cattedrale poco mantiene della originaria fisionomia seicentesca, specie nella facciata, che agli inizi del XX secolo fu rifatta in stile neoclassico.

Anche se gli oggetti più importanti dell’antico arredo interno sono esposti nel Museo diocesano, nel Duomo sono ancora conservate alcune sculture in argento e rame sbalzato, di manifattura napoletana, un pulpito e i confessionali lignei, la cantoria di gusto barocco con organo a cassone intagliato e dorato e un crocifisso del XII secolo, probabilmente recuperato dalle rovine della cattedrale normanna.

Museo diocesano

È ubicato al primo piano del Palazzo del Seminario Vescovile, riaperto nel 1823 nei locali del seicentesco Convento delle Clarisse.

L’allestimento è diviso in dieci sezioni ed espone una serie di opere e manufatti, relativi per lo più a paramenti sacri e oggetti liturgici in argento, realizzati da maestri meridionali e locali a partire dal XV secolo.

Il museo conserva anche una serie di dipinti di pittori locali e una tela attribuita a Mattia Preti rappresentante San Francesco d’Assisi.

Chiesa di S. Antonio

Edificata a partire dal 1545 su una chiesa omonima preesistente dai Padri Cappuccini, fu ricostruita dopo il terremoto del 1638 e ampliata alla fine dell’800 con la costruzione di una seconda ala, nella quale fu collocata la Cappella dedicata a S. Antonio da Padova, dichiarato protettore della città nel 1746 in virtù della fortissima devozione popolare che ne contraddistingue da secoli il culto.

L’area archeologica di Terina

Le campagne di scavo condotte presso S. Eufemia Vetere dal 1997 in poi hanno portato alla luce la prima area archeologica pertinente all’insediamento urbano di Terina, la città fondata tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. dai Crotoniati, principale centro commerciale sul Tirreno tra Reggio e Velia.

Tutti gli importanti reperti rinvenuti nell’area archeologica nel corso del tempo sono confluiti nel Museo Archeologico Lametino; fanno eccezione il pregevole tesoro di gioielli di manifattura locale acquisito al patrimonio del British Museum di Londra, dove è esposto tra i tesori della Magna Grecia.

Bastione di Malta

Fu costruito nel 1550 dai Cavalieri di Malta per fronteggiare le continue incursioni dei Saraceni insieme alle numerose torri costiere di avvistamento ubicate a nord e a sud di esso, poco distanti tra di loro.

Riprodotto anche nello stemma del Comune di Lamezia Terme, è stato di recente acquisito al patrimonio pubblico.

Abbazia Benedettina

Innalzata nel 1062 sui resti dell’antico monastero bizantino, rappresenta una delle prime fondazioni religiose edificate dagli Altavilla in Calabria. Simbolo del potere politico-religioso della nuova signoria normanna legata al papato, essa svolse un ruolo importante nella ridefinizione delle circoscrizioni ecclesiastiche. Ruderi superstiti hanno lasciato riconoscere i principali elementi del complesso monastico, ossia la chiesa, il chiostro, alcuni edifici abitativi e di servizi per i monaci ed infine la torre della cinta muraria.